Recensione Zeiss Vario-Tessar T* FE 4/24-70 ZA

Le foto di questa galleria sono state scattate al Museo Nazionale dell’Automobile “Avv. Giovanni Agnelli” di Torino.

L’immagine nella galleria d’apertura vale più di mille recensioni. In questo caso f16 e 100ISO; come tutte le altre foto mostrate in questa recensione si tratta di lunghe esposizioni riprese su cavalletto.

Il Sony/Zeiss 24-70 f4, è proprio il caso di dirlo, è una bomba.

Come sempre in giro per internet se ne leggono di tutti i colori, purtroppo c’è sempre meno gente che scrive con cognizione di causa.

Questa è stata una prova un pò particolare in quanto non capita tutti i giorni di poter fare scatti del genere, però forse il contesto era perfetto per mostrare la vera natura di questo zoom. L’ottica non riesce a nascondere le proprie origini: si tratta di uno Zeiss in tutto e per tutto e la qualità che offre è veramente alta.

***Qui sotto i dettagli ingranditi mostrano risoluzione, realismo e tridimensionalità veramente impressionanti. I diaframmi usati variano da f11 a f16 (pellicola “VIVACE”). La superficie del metallo è  sempre ricca di dettaglio e le sfumature di colore danno una dinamica unica all’immagine***

***Nell’ultima galleria volevo far vedere di cosa è capace il 24-70. Questa volta ho realizzato delle sequenze di 9 scatti ciascuna (in bracketing) per poi sovrapporli via software. Non è stata apportata alcuna ulteriore modifica alla fotografia ottenuta. L’obiettivo era quello di raggiungere i massimi livelli di incisività e realismo puro; ancora una volta i dettagli parlano chiaro***

La resa generale dello Zeiss Vario Tessar è globalmente ottima, e probabilmente anche superiore al Sony 70-200 f4 G. Il range focale va dal grandangolo mediamente spinto al (corto) tele e si rivela utile nelle più svariate situazioni, dal reportage al più classico wedding, dalla fotografia in studio alla paesaggistica.

L’apertura massima è più che sufficiente per uno zoom tuttofare come questo. Come per quasi tutti gli obiettivi basta chiudere il diaframma ad f5/f5.6 (ossia da 2/3 ad uno 1 pieno) per avere risultati notevoli, e in ogni caso le prestazioni si mantengono su buoni livelli anche a tutto aperto (per questo tipo di prova pubblicherò un articolo dedicato nella sezione NEWS).

L’autofocus svolge molto bene il suo lavoro, così come lo stabilizzatore. Personalmente non mi trovo molto a mio agio col sistema focus by wire però va detto che fin’ora non ho mai dovuto usare la messa a fuoco manuale quindi il problema è largamente trascurabile.

Ergonomicamente parlando il 24-70 Zeiss rasenta la perfezione. Usarlo con la Sony A7RmkII e relativo battery grip permette di fotografare anche per ore e ore di fila senza stancare o risultare problematico; si regge facilmente con due dita ed è così leggero che sembra quasi di scattare con un fisso.

Attualmente per il range focale, la qualità d’immagine ed il prezzo ragionevole non ha nessuna concorrenza.